Home
Chi siamo
Vita in collegio

Vita in collegio

Pavia, 24/06/2015

La mia esperienza in collegio è iniziata a Settembre del mio primo anno universitario quando, arrivata in collegio, sommersa dalle valigie, mi sono trovata nella tranquilla via Menocchio davanti al maestoso portone del collegio Senatore. Un po’ titubante, quando sono entrata, mi ha accolta la sorridente madre superiora ed ha cominciato a parlarmi della vita in collegio, io un po’ spaesata e incerta ho visto oltre la porta un cortile grande e silenzioso, come se non fossimo nel centro della città. Vedendo la mia incertezza, la madre entusiasta mi ha fatto fare un giro del collegio. Per la prima volta ho visto i corridoi, la mensa, la cucina riservata alle ragazze, le sale studio e le sale TV ed infine la mia stanza che mi è sembra subito anonima. In poco tempo, però, la mia incertezza, dovuta alla nostalgia di casa, è scomparsa ed il collegio è diventato la mia seconda casa, così come chi lo abita e chi lo frequenta è diventato la mia seconda famiglia. Quest’anno in collegio è volato e con un sorriso ripenso al primo incontro con le ragazze che sono adesso diventate amiche e confidenti, al primo giorno di università insieme alle altre matricole, ai pomeriggi alla scoperta della città e al primo esame tra la mia ansia e il conforto delle ragazze più grandi. Non posso dimenticare la cena tutte insieme anche in dieci in un tavolo da sei, le quattro caffettiere sul tavolo della cucina pronte per il caffè delle due preso tra risate e racconti, i pomeriggi iniziati alla scrivania della camera e terminati in sala studio dove si trova sempre compagnia, gli esperimenti in cucina e i pranzi del week end quando una tovaglia ed il cibo condiviso fanno sentire a casa; e poi i mercoledì universitari quando dal collegio si esce in massa e i sabati in sala TV tra pizza e film, i preparativi della festa di primavera in collegio e quelli per le feste degli altri collegi, il sorriso delle madri incrociate sulle scale, il personale del collegio gentile e attento a rendere più accogliente ogni luogo. Alla fine dell’anno so di essermi arricchita per il confronto e a volte lo scontro con le altre ragazze, esperienze che mi accompagneranno anche in altri contesti e sono contenta di rimanere anche il prossimo anno in collegio, nel collegio Senatore.

Elena Sofia

 

 

La mia esperienza in collegio è stata sicuramente un’esperienza positiva. Ho vissuto in questo luogo i primi 3 anni della mia vita universitaria. All’inizio avevo preso il collegio come un posto, una camera dove dormire; con il passare del tempo però mi sono accorta che era diventata la mia seconda famiglia. Spaventata dalle restrizioni in fatto di orari rigidi per i rientri e quant’altro ho preso capito che era ciò di cui avevo bisogno per i miei primi anni. Ho iniziato l’università con il pensiero che una volta fuori casa avrei fatto tutto ciò che volevo e che sarei stata io padrona della mia vita. Con il passare degli anni mi sono accorta che a 19 anni ancora non avevo la maturità necessaria per gestirmi completamente da sola, e grazie al collegio sono riuscita ad equilibrare l’assaggio di libertà dato dal cambio di città e dalla lontananza da casa con gli impegni universitari riuscendo così a costruire nella mia vita un’equilibrio perfetto. Ho imparato ad essere più autosufficiente, ad impostare il mio studio nel modo in cui l’università richiede senza rinunciare al divertimento sano di quest’età. Le mie compagne di collegio sono presto diventate la mia famiglia e il mio punto di riferimento. Di una cosa sono certa, non posso dire di essermi mai sentita un minuto da sola. Anche le madri con il loro buongiorno del mattino in portineria o la buonanotte la sera avevano il potere di far cambiare una giornata apparentemente finita/iniziata storta, il loro interessamento e le due parole che ogni tanto arrivavano nei giorni più brutti era quell’affetto quasi materno di cui ancora si ha bisogno a questa età.  In definitiva devo ringraziare il collegio se sono riuscita ad intraprendere con buoni risultati l’università, a stare al passo con gli esami e a sentirmi sicura nei primi momenti in cui anche Pavia, seppure piccola, sembrava una città troppo grande. Ho lasciato il collegio con le lacrime agli occhi, triste e spaventata per il cambiamento che dovevo affrontare ma con il cuore pieno di ricordi e momenti indelebili.

Grazie di cuore a tutte.
Francesca